La vitamina D è una vitamina liposolubile, che ricopre varie funzioni all’interno dell’organismo umano: prima fra tutte l’omeostasi e metabolismo del calcio e del fosfato, promuovendo la crescita fisiologica dello scheletro, il rimodellamento osseo e prevenendo la degenerazione con l’età avanzata.

Non di meno, il gruppo della vitamina D risulta giocare un ruolo importante sulla crescita cellulare, su svariate funzioni neuromuscolari e immunitarie, e sulla riduzione dell’infiammazione.

Quindi, una corretta quantità di questa vitamina è essenziale per regolare in modo utile e sano i rapporti tra i diversi organi. 

Fabbisogno giornaliero 

In condizioni normali l’esposizione alla luce solare è sufficiente per soddisfare i bisogni di calciferolo dell’organismo. Tuttavia, soprattutto per sicurezza, in Italia si consigliano i seguenti livelli di assunzione:

Inoltre, L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia di assumere un supplemento giornaliero contenente 10 mg di vitamina D per tutto l’anno se:

  • Non si esce spesso di casa
  • Si è ricoverati
  • Si indossano abiti che coprono la maggior parte della pelle.

Raccomandazioni del genere possono essere facilmente sopravvalutate e spesso avviene un’assunzione eccessiva di vitamina D, portando così ad una intossicazione da vitamina D. Per questo è sempre bene confrontarsi con il proprio medico ed effettuare le analisi del sangue periodicamente. 

Sintomi da carenza di vitamina D

Come abbiamo già detto in precedenza, la vitamina D è un elemento vitale per il nostro organismo per cui, una dieta carente di questa vitamina con un’esposizione solare inadeguata possono portare alla comparsa dei seguenti sintomi: 

  • Rachitismo
  • Deformazioni ossee di varia natura
  • Osteomalacia
  • Denti deboli e vulnerabili alla carie
  • debolezza muscolare
  • dolori addominali
  • Dolore alle ossa e alle articolazioni
  • Stanchezza ricorrente
  •  Infezioni a livello intestinale

Intossicazione da Vitamina D

Un eccesso di vitamina D deriva generalmente da un’integrazione eccessiva. Infatti, molto raramente si possono raggiungere valori altissimi di vitamina D mediante la sola l’alimentazione o l’esposizione al sole. Per questo, si parla proprio di intossicazione da vitamina D. Tale eccesso può provocare una calcificazione diffusa a livello dei vari organi, con conseguenti sintomi: 

  • Confusione mentale
  • Nausea
  • Battito cardiaco irregolare
  • Diarrea 
  • Spasmi muscolari 

Come incrementare l’assunzione di vitamina D

Una dieta ricca di vitamina D è il primo step per curare la nostra carenza. L’alimento con la concentrazione più elevata di D è l’olio di fegato di merluzzo (210μg/100 g) ma in quasi tutti gli alimenti a base di pesce c’è una grandissima percentuale di vitamina D. In particolare, ricordiamo: l’aringa, il tonno fresco e il salmone in scatola. Rappresentano una buona fonte anche le alici, la trota e lo sgombro.

Assumere questi cibi in quantità maggiore e all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata è una soluzione facile e priva di rischi. Nel caso questo non fosse sufficiente, di seguito potrai trovare alcuni integratori che potranno completare il tuo fabbisogno. 

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